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28 gennaio 2012

Come è cambiato il nostro rapporto con la natura - l'uomo contemporaneo


Con il passare degli anni, il divario tra natura e progresso ha continuato ad accentuarsi sempre più e il rapporto tra l’uomo e la natura si è definitivamente spezzato. Oggi abbiamo ormai reso artificiale tutto ciò che ci circonda e, in nome del progresso, stiamo distruggendo il nostro pianeta. Inoltre, all’enorme sviluppo industriale si è aggiunto il boom economico e la significativa crescita demografica, per la quale siamo giunti a 7 miliardi di persone e entro il 2050 arriveremo a 9 miliardi.



Siamo arrivati al punto che il nostro dominio sulla natura non ha più limiti e quindi abbiamo di fronte a noi due scelte: cambiare completamente rotta, facendo un’inversione di marcia e ritornando ad avere un sano rapporto con la natura e a vivere in armonia con essa, oppure andare in contro alla morte del nostro pianeta e della specie umana. La natura oggi non solo ha perso la sua sacralità e divinizzazione, ma è totalmente sfruttata dall’uomo. Inoltre, la tecnologia non si limita più solo a perfezionare la natura, ma addirittura a sostituirla, riproducendo artificialmente i suoi prodotti.

23 gennaio 2012

I Paesi più inquinanti al mondo

Se volessimo fare una classifica, diremmo che, tra i Paesi più inquinanti al mondo, vi sono gli Stati Uniti, i quali, in rapporto alla loro popolazione, producono la percentuale più elevata di emissioni di gas serra (ospitano il 4% della popolazione mondiale e producono il 25% delle emissioni globali del pianeta). Al secondo posto vi è la Cina, la quale produce quantità di emissioni maggiori rispetto agli Stati Uniti, ma, in rapporto alla sua popolazione, ne produce in minor numero. La Cina è il Paese più popolato al mondo e nel 2006 ha superato la produzione totale di anidride carbonica degli Stati Uniti. Infine, con l’incremento dell’industria, i Paesi in via di sviluppo, come l’India, stanno a poco a poco raggiungendo le capacità industriali dei Paesi industrializzati e un giorno finiranno per superarli nelle emissioni di gas serra.



I fattori che provocano l'aumento di gas serra nell'atmosfera


La prima fonte di inquinamento è la combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) per il settore residenziale (per la climatizzazione degli edifici), per produrre elettricità, per il settore dei trasporti e per il settore industriale.

La seconda fonte è la deforestazione, responsabile del 25% delle emissioni. Infatti, ogni anno vengono distrutti 13 milioni di ettari di foreste, per dare spazio ai pascoli, alle piantagioni, alle infrastrutture, alle estrazioni di petrolio e di altre risorse e per prendere il legname. Più alberi vengono abbattuti e più anidride carbonica viene rilasciata nell’aria. Meno alberi ci sono e meno CO2 viene assorbita.


Vi sono, poi, alcuni fattori che portano al processo di degradazione del suolo, il quale causa a sua volta la desertificazione, e quindi la perdita di terreni fertili e un ridotto assorbimento di anidride carbonica. Questi fattori sono l’eccessivo sfruttamento dei terreni per il pascolo o per l’agricoltura, la deforestazione (spesso effettuata per dare spazio a terreni liberi per la pastorizia e per l’agricoltura intensiva o per ricavare legname dagli alberi), metodi di irrigazione sbagliati e, più in generale, uso errato dei terreni. I metodi di uso del suolo attuati non permettono un utilizzo a lungo termine del terreno, lo sfruttamento è eccessivo e pensato per le necessità da soddisfare a breve termine.




Altri fattori responsabili delle emissioni di gas serra sono gli allevamenti e l’agricoltura intensivi. Questi elementi producono elevate emissioni di CO2 e metano, prodotti, per esempio, dal bestiame, dallo sterco e dalle colture di riso. Allevamenti e agricoltura di tipo industriale non fanno altro che portare all’esaurimento del suolo fertile a disposizione; l’utilizzo di fertilizzanti chimici (che emettono protossido di azoto) non solo provoca la contaminazione dei terreni, ma anche delle falde acquifere, poiché i rifiuti chimici vanno a finire in queste acque. Inoltre l’agricoltura intensiva porta a uno spreco d’acqua incredibile a causa dell’irrigazione, il che non è qualcosa che si può trascurare, visto che in futuro andremo in contro a una vera e propria carenza d’acqua potabile e la siccità aumenterà. 


Infine, altri fattori che contribuiscono all’aumento di gas serra nell’atmosfera sono: scarichi di industrie; processi industriali; residui chimici; discariche e inceneritori; combustione delle colture e incendi di foreste; produzione e trasporto di alimenti; processi di trasformazione dell’energia; estrazione e trasporto dei combustibili fossili; raffinerie di petrolio e decomposizione della biomassa.



19 gennaio 2012

Quali sono i gas responsabili dell'aumento dell'effetto serra?


Innanzitutto l’aumento della temperatura globale è dovuto al surriscaldamento dell’atmosfera, causato a sua volta dall’incremento dell’effetto serra naturale, o meglio, dalla produzione di effetto serra antropogenico. Infatti, l’effetto serra è di per sé un fenomeno naturale senza il quale non ci sarebbe vita sulla terra. L’energia solare entra nell’atmosfera attraverso radiazioni luminose e riscalda la Terra. Parte di questa energia scalda la superficie terrestre e viene poi nuovamente irradiata nello spazio sotto forma di raggi infrarossi. Parte dei raggi infrarossi viene trattenuta nell’atmosfera e permette alla Terra di avere una temperatura media globale (circa 15 °C) utile per la vita degli organismi viventi che la abitano. Se questa parte di raggi non venisse trattenuta nell’atmosfera si avrebbe una temperatura media globale troppo bassa per poter permettere l’esistenza di esseri viventi sulla Terra, circa -20 °C.




Il problema nasce dal momento in cui le attività umane hanno aumentato la concentrazione di gas serra nell’aria e hanno immesso anche sostanze inquinanti precedentemente non presenti nell’atmosfera, trattenendo così più calore e dando origine al cosiddetto effetto serra antropogenico. L’atmosfera terrestre è uno strato molto sottile e quindi molto sensibile ad ogni minimo cambiamento che le attività umane provocano. È uno strato così sottile che noi siamo dunque in grado di alterarne la composizione. 


La temperatura media globale è aumentata di circa 0,7 °C nell’ultimo secolo, ma per esempio sulle Alpi e in Italia l’aumento è stato di circa 1-1,2 °C. Quando si parla di surriscaldamento globale ci si riferisce all’aumento della temperatura media globale, e cioè di tutta la superficie terrestre, dunque si può verificare che, mentre alcune zone della Terra diventano più calde, altre, come il Nord Europa, diventano più fredde. Questo avviene perché l’impatto dei cambiamenti climatici non è lo stesso in ogni punto della Terra. L’aumento di temperatura non è ben distribuito sulla superficie del pianeta, infatti l’emisfero nord si è surriscaldato di più rispetto all’emisfero sud e i continenti si sono surriscaldati di più rispetto agli oceani.


L’anidride carbonica è il gas serra che si trova in quantità maggiori nell’atmosfera e che contribuisce maggiormente al surriscaldamento globale. Anche il vapore acqueo è un gas presente in quantità significative nell’atmosfera, ma la durata della sua esistenza nell’aria è minima rispetto alla CO2, perché tende a condensarsi rapidamente. Il metano, invece, costituisce un problema molto più grande del vapore acqueo e della CO2. Anche se la quantità di metano nell’atmosfera è minore rispetto a quella dell’anidride carbonica, esso è un gas molto più potente e trattiene molto più calore, contribuendo maggiormente all’aumento dell’effetto serra. Inoltre questo gas è più pericoloso perché interagisce con altre molecole nell’atmosfera, producendo a sua volta CO2 e vapore acqueo. Finora si calcola che il metano ha contribuito per due terzi al surriscaldamento globale rispetto all’anidride carbonica. La maggior parte delle emissioni di metano provengono dall’agricoltura intensiva, dal bestiame, dal letame, dalle coltivazioni di riso, dalle produzioni di petrolio e gas, dalle discariche, dallo smaltimento di rifiuti, dalle miniere di carbone, dalla combustione dei combustibili fossili e dal gas che riscalda le nostre abitazioni. La terza causa dell’aumento dell’effetto serra, e quindi del surriscaldamento globale, è il nerofumo, o fuliggine, prodotto dalla combustione di biomassa (foreste, pascoli, legname e letame), da fuochi per cucinare e dalla combustione dei combustibili fossili. Esso non è un gas, bensì è composto da un particolato carbonioso, ed è molto pericoloso poiché quello prodotto dalla combustione delle foreste in Siberia e Europa orientale si dirige verso l’Artico e, dal momento che aumenta la temperatura, contribuisce alla scomparsa delle calotte di ghiaccio. È particolarmente dannoso anche per la catena himalayana, poiché, inquinando l’aria sulle vette dell’Himalaya e dell’altopiano del Tibet, accelera lo scioglimento dei ghiacciai.


Altri gas responsabili dell’aumento dell’effetto serra sono il protossido d’azoto (N2O), emesso dall’uso di fertilizzanti nell’agricoltura intensiva, il monossido di carbonio (CO), i compostiorganici volatili (VOC) e le sostanze chimiche inventate dall’uomo nel XX secolo, come gli idrocarburi alogenati e i clorofluorocarburi.