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12 febbraio 2012

El vínculo sagrado entre las poblaciones indígenas y la naturaleza

Las comunidades indígenas tenían y siguen teniendo un vínculo muy fuerte con la naturaleza y viven en simbiosis con ella. Se consideran parte integral del medio ambiente y, para ellos, la naturaleza es una verdadera divinidad, es madre de cualquier elemento natural, está viva y tiene un espíritu que invade todos los seres vivos y los seres inertes (como las rocas) que se llama “Gran Espíritu”. El fuerte vínculo entre los indígenas y la naturaleza está representado por sus creencias religiosas. De hecho, en la mayoría de los casos, su religión es animista, panteísta o chamánica, creencias según las cuales la naturaleza y sus fenómenos son divinos. Entonces, el vínculo que los indígenas tienen con la naturaleza es sagrado y, por consiguiente, ellos profesan un gran respeto por los animales, las plantas, la tierra, el cielo y los fenómenos naturales.


6 febbraio 2012

Animismo, sciamanismo e panteismo: la divinizzazione della natura



Le popolazioni indigene di un tempo e di oggi sono le uniche ad aver conservato un legame sacro e un giusto equilibrio con la natura.Tutto ciò è rappresentato dalle loro credenze religiose: nella maggior parte dei casi la loro è una religione animistica, panteistica o sciamanistica. In tutti e tre i casi l’essere divino è la natura e i suoi fenomeni.



Secondo l’animismo, vi è un’energia-spirito in ogni essere vivente e non vivente presente in natura. Per le popolazioni indigene dell’America del Nord, come i Sioux e gli Apache, la terra, gli alberi, le montagne, gli animali e ogni altra cosa che fa parte dell’ambiente naturale ha uno spirito e la natura è intesa come “Grande Spirito”, origine di tutte le cose. Il Grande Spirito è un essere supremo e onnipotente, creatore di ogni cosa, chiamato dai Lakota ‘Wakan Tanka’. Quando un animista osserva i fenomeni naturali e gli avvenimenti ciclici come l’alternanza tra il giorno e la notte e quella delle stagioni, egli percepisce la natura come una divinità.


Lo sciamanismo è una pratica religiosa di alcune popolazioni indigene diffusa in molte parti del mondo, come in Lapponia e in Sudamerica, la quale si basa sull’attività dello sciamano. Costui è una persona che ha, all’interno della comunità, dei poteri particolari ed è considerato capo religioso e spirituale. Egli riesce ad interpretare i fenomeni naturali, a comunicare con tutti gli esseri viventi e a mediare tra i membri della sua comunità e lo spirito della natura. Inoltre ha il potere di propiziare la caccia, invocare la pioggia, entrare in contatto con gli animali e persino avere esperienze trascendentali, come per esempio uscire dal suo corpo, tramite uno stato di trance, e trasformarsi in spiriti di animali. 


Il panteismo, il cui termine significa “tutto è Dio”, è una religione secondo cui la natura si identifica con Dio. Gli dei non si trovano in un mondo ultraterreno, ma sono presenti nella natura stessa e si manifestano attraverso i fenomeni naturali. 


Le popolazioni indigene aventi religioni animistiche, panteistiche o sciamanistiche hanno quindi un grande rispetto per gli animali, le piante, la terra, il cielo, i fenomeni naturali e le forze della natura. Esse si ritengono custodi della Madre Terra, e quindi devono rivolgersi a ogni elemento naturale con profondo rispetto e riverenza e averne cura.


La comunità degli Inuit, popolo dell’Artico i cui antenati erano gli abitanti originari delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America settentrionale e della punta nord-orientale della Siberia, venerano divinità come Igaluk, dea della luna, Nerrivik, dea del mare, Agloolik, spirito che vive sotto i ghiacci e Akycha, divinità del sole. Tra i polinesiani si pratica il culto di divinità come Atea, dio dello spazio, Hina, dea della luna, Pele, dea del fuoco, Tane, dio delle foreste e Roua Hatou, che è uno degli dei dell’oceano.


28 gennaio 2012

Come è cambiato il nostro rapporto con la natura - l'uomo primitivo


Il nostro rapporto con la natura è cambiato molto nel corso dei secoli. Dall'uomo primitivo all'uomo contemporaneo il nostro legame con la natura è andato via via scemandosi, fino a spezzarsi completamente.





Per poter parlare di come sia cambiato il rapporto uomo-natura nel tempo, bisogna considerare gli eventi storici avvenuti nel corso dell’esistenza umana, i cambiamenti nel campo scientifico, tecnologico, economico e politico e i passaggi da una corrente di pensiero a un’altra e da un tipo di religione a un’altra.

Se tracciassimo un excursus che va dal pensiero filosofico e religioso degli uomini primitivi fino a quello dell’uomo contemporaneo, vedremmo chiaramente che il modo di intendere la natura è cambiato radicalmente nel corso dei secoli. 

Nelle popolazioni primitive l’uomo vedeva la natura come ‘madre e matrigna’: egli apprezzava il dono della vita offerto dalla natura e la ringraziava per i beni che metteva a disposizione, ma allo stesso tempo accettava la sua forza distruttiva. La natura era una vera e propria divinità, essa dava la vita, aveva creato l’universo, la Terra, l’uomo e tutti gli atri organismi viventi e non viventi (come le rocce, le montagne e i fiumi). Gli uomini primitivi organizzavano rituali di venerazione alla natura e di ringraziamento. Il loro Dio era la natura e tutto ciò che ne faceva parte, come il sole, il cielo, il mare, i vulcani, gli alberi, i fulmini, i fiumi, la terra e la pioggia. L’animismo e il panteismo erano le religioni di queste popolazioni, e queste consistevano nell’adorazione della natura intesa come divinità. Si credeva che tutto in natura avesse uno spirito e che tutto fosse vivo. Inizialmente essi erano nomadi, si nutrivano di ciò che trovavano in natura, raccogliendo i frutti che la terra offriva spontaneamente e andando a caccia. In seguito, con la nascita dell’agricoltura, dell’allevamento e del sedentarismo, l’uomo comincia a utilizzare tecniche per sfruttare le risorse naturali a proprio vantaggio, producendo i raccolti agricoli grazie alla coltivazione delle terre e allevando il bestiame. Da questo momento ha origine un primo definitivo cambiamento nel rapporto tra l’uomo e la natura.